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So spoke Ogilvy

January 2, 2012

David Ogilvy, uno dei padri della pubblicità old school

Quando sono entrato nel mondo della comunicazione – ma in quegli anni la si chiamava più semplicisticamente “pubblicità” – il nome di David Ogilvy, padre del concetto del brand image, incuteva ancora rispetto in seno agli addetti ai lavori, anche per noi che allora eravamo piuttosto giovani e abbastanza arrembanti.
Ricordo che in quegli anni, fine 80, le agenzie facevano quadrato attorno al pensiero del proprio padre fondatore, tramandandolo, rinforzandolo e inculcandolo nelle teste dei giovani account e dei giovani creativi – una sorta di DNA infuso. Creavano il cosiddetto agenzia-pensiero che doveva permeare tutto ciò che usciva dalle teste dei loro creativi.

In quegli anni era più semplice parlare di stile di questa e quella agenzia – anche se, a dire il vero, c’ era chi sosteneva (e sostiene tuttora) che un’agenzia non debba avere uno stile proprio, per meglio mettersi al servizio del cliente.

Personalmente credo che la virtù stia nel mezzo, come sempre. Un’agenzia deve avere una sua personalità e stile, ma anche l’intelligenza per saperla declinare al servizio del cliente.

E Ogilvy, che di pubblicità ne masticava, ha lasciato il suo personalissimo e illustrissimo punto di vista sullo stile che un’agenzia deve avere e lo ha fatto in undici punti cardinali, i comandamenti di Ogilvy.

Rileggerli oggi, in questo periodo di transizione, di grande confusione e di estremo dinamismo – quasi funambolismo oserei direi -fa quasi tenerezza, ma mi piace recuperare un caposaldo della scuola pubblicitaria, i comandamenti dello stile secondo David Ogilvy, quasi candidi, ma ancora attuali.

Sono tratti direttamente dal suo libro “Le confessioni di un pubblicitario”, testo sacro della pubblicità – intendendo comunicazione vecchia scuola e ancora hanno fascino e sensatezza:

  1. Ciò che dite è più importante di come lo dite
  2. La vostra campagna fallirà se non la costruite intorno ad un’idea
  3. Date i fatti
  4. Non si convince la gente a comprare per noia
  5. Usate buone maniere, ma non fate pagliacciate
  6. Fate in modo che i vostri messaggi siano attuali
  7. Le commissioni possono criticare la pubblicità, non scriverla.
  8. Se avete la fortuna di scrivere un buon annuncio, ripetetelo fin quando non smette di vendere
  9. Non scrivete mai un annuncio che non mettereste sotto gli occhi della vostra famiglia
  10. Un’immagine di marca è saper scegliere i suoi tratti e mantenere una continuità di stile per molti anni
  11. Non copiate

Così parlò Ogilvy, che forse non era Zaratustra, ma che di pubblicità di certo ne masticava!

Leggete gli undici punti con attenzione, tenendo presente che David Ogilvy li annotò negli Stati Uniti degli anni Cinquanta e li ha pubblicati nel 1962… forse qualcuno andrebbe riformulato secondo le moderne tecniche e i nuovi media, ma tutto sommato…

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From → Advertising

3 Comments
  1. Reblogged this on Waleed Fareed and commented:
    his methods, teachings and genius lives in Ogilvy and Mather world wide.

  2. thank you for taking your time to read my post

  3. your more than welcome… i work in Ogilvy & Mather. glad to see his words still resurface

    Waleed

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